Qualche giorno fa ho riascoltato, dopo molto tempo, Darkness on the Edge of Town, di Bruce Springsteen. L’ho ascoltato diverse volte, una dopo l’altra, ripensando a quando ero più giovane e Springsteen era la colonna sonora di quasi tutti i miei spostamenti in macchina. Avevo una collezione notevole di bootleg, quasi tutti dell’epoca d’oro tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli Ottanta, quando ogni concerto di Springsteen era un evento epico, con canzoni che si dilatavano in introduzioni e code che sembravano non finire mai.
Ho riascoltato Darkness e l’ho trovato ancora splendido, con i suoi piccoli eroi che vivono storie di sconfitte quotidiane, che cercano di risolvere i conflitti con il padre, di scontare un peccato originale che sanno già che non potrà mai essere lavato fino in fondo. Ho riscoperto i suoni cupi della batteria, le chitarre livide, il pianoforte struggente, l’armonica che cerca inutilmente di creare un clima più festoso in The Promised Land, una delle poche canzoni in cui fa capolino la speranza.
Nel prossimo giugno Darkness compie trent’anni ed è ancora, secondo me, il più bel disco di Bruce Springsteen. Lo consiglio anche, e soprattutto, a chi in quel giugno del 1978 non era ancora nato.
Ti do una dritta. Gratis. Passa in un negozio di dischi (va bene tanto Milano quanto Bruxelles) e fatti dare Trinity Revisited dei canadesi Cowboy Junkies. Nella bella confezione, dagli stessi colori caldi di Darkness On The Edge Of Town, ci sono due dischi. Un DVD da guardare alla TV (hai una TV li dove sei?) ed un CD da ascoltare in viaggio. Ci troverai l’anima del Darkness Of The Edge Of Town del XXI secolo. Mi ringrazierai con comodo, dopo il decimo ascolto.
Happy Trails.
Sapevo che ci sarebbe stato un tuo commento.
Grazie per il consiglio, lo seguirò di sicuro.
ma per me il più grande rimarrà sempre born to run… non è un album… è la preghiera che cova dentro il cuore di ogni giovane…
Proprio oggi m’ero portato in ufficio Darkness (resto fino alle 17).
E adesso lo sto ascoltando.
Per l’ennesima volta nella mia vita.
E (sempre per l’ennesima volta) mi faccio una domanda inutile: mi piace di più Darkness oppure Born to run?
E poi mi dico (come tutte le volte): se ne fosse uscito un album doppio, sarebbe stato al di là di ogni giudizio.
Bittan non è mai stato così ben impiegato come in pezzi titpo SOMETHING IN THE NIGHT o RACING IN THE STREET.
Così come l’intera band non è mai stata (su disco) così innovativa e riconoscibile, con questo suono epico e crudo.
E forse Bruce non ha mai scritto pezzi così belli, potenti e tristi.
Però poi, quando ascolto BtR, mi faccio discorsi analoghi.
E alla fine fine…chi se ne frega di questi s/ragionamenti capziosi?
Ciò che resta è la musica.
(E Young, Wilco, Ramones, Creedence, Clash, Kinks, Tom Petty, Van de Sfroos, Love, Allman Brothers, Dylan, Janis, Ben Harper, Buddy Holly, Traffic, Tom Verlaine, Zombies, Del Shannon, Beach Boys, Buscaglione, il Ligabue dei primi dieci anni, Battisti, Orbison, gli Psychedelic Furs dei primi tre dischi…)
Rock’n roll never die.
Un salutone