L’argomento fantoccio

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Cosa sia è presto detto: durante una discussione, anche a distanza, attribuisco al mio interlocutore una affermazione che non ha mai fatto, dopodiché la confuto. L’interlocutore, che non ha mai detto quello che io gli faccio dire, non ha modo di replicare.

Un esempio da manuale lo fornisce Eugenio Scalfari nel suo editoriale di ieri. Riportando le opinioni di alcuni giuristi sulla legge elettorale in via di approvazione, cita Michele Salvati:

Il governo del leader non è una minaccia della democrazia ma il tentativo di conciliare la democrazia con la decisione nella consapevolezza che la vera minaccia per la democrazia è la sua incapacità di decidere.

Scalfari, al quale evidentemente questa riforma non piace, commenta così:

Caro Salvati, è un po’ forte affermare che la democrazia è incapace di decisioni. La conseguenza logica è dunque di abolirla. È questo che tu vuoi? Allora è vero che la minaccia c’è e del resto lo si vedrà.

Basta leggere senza preconcetti per capire che Salvati non dice assolutamente che la democrazia non sa decidere. Dice invece che l’incapacità di decidere è una minaccia per la democrazia. E quando mai Salvati avrebbe detto che bisogna abolire la democrazia?

Non contento, Scalfari riprende il termine “minaccia” e lo piega a suo uso e consumo: la minaccia non è non riuscire a decidere, ma l’abolizione della democrazia, minaccia reale o forse no (“del resto lo si vedrà”).

Non leggo gli editoriali di Scalfari da anni. Ieri ho fatto un’eccezione, che resterà tale.

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