Chi ci conosce e chi no

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Un interessante articolo di Gizmodo spiega bene quali siano i meccanismi usati da Facebook per proporre nuovi amici (le “Persone che potresti conoscere”. È in inglese, ma vale la pena. Per chi proprio non capisse, basta dare il testo originale in pasto a Deepl per ritrovarsi una versione italiana più che dignitosa. En passant, Deepl è molto meglio di Google Translate, e oltretutto è un modo per non fornire a Google più informazioni su di noi di quante già non ne prendano da soli.

L’articolo è a suo modo inquietante. Come spiega John Gruber, probabilmente Facebook ha dati anche di chi non si è mai neanche registrato. Basta apparire tra i contatti di qualcuno che li ha condivisi con Facebook.

Dovrebbe bastare a farci limitare il tempo che passiamo su Facebook o le informazioni, le foto, i nostri dati che mettiamo in piazza davanti a tutti.

Io ci passo si e no mezz’ora alla settimana, e non me ne sono ancora pentito.

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