L’insopportabile arroganza dei politici che pensano di poter ignorare le regole della convivenza civile

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Sono circa le 19 e con mia moglie siamo seduti all’esterno di un bar nella piazza del paese in cui abitiamo per prendere un aperitivo. Siamo a circa metà agosto, c’è poca gente in giro e nella piazza ci sono almeno quindici posti auto liberi entro cento metri dal bar.

Arriva un’auto che si ferma di fronte all’entrata del bar ma sull’altro lato della piazza, occupando in parte le strisce pedonali. La figlia resta al volante, la madre scende ed entra nel bar. Compra le sigarette, scambia due parole con qualcuno e riparte.

Un tizio lascia l’auto in seconda fila e scende a prelevare al Bancomat.

Arriva un fuoristrada che si ferma in seconda fila. Ne scende una ragazza che con calma attraversa la piazza, entra nel bar, compra le sigarette e se ne va.

Da una quarta auto scendono in tre, un uomo che si ferma a prendere l’aperitivo e due donne, probabilmente moglie e figlia, che spariscono all’interno del bar. Lasciano l’auto in seconda fila con i lampeggianti accesi, non si sa mai.

Qualcuno deve per forza averli votati, questi politici che se ne fregano delle regole.

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