Per motivi che quasi non mi so spiegare io stesso, ho installato Windows sul MacBook usando il software di virtualizzazione VMWare Fusion, che crea una partizione virtuale sul disco rigido. Questa partizione virtuale è, in tutto e per tutto, una installazione di Windows, e come tale soggetta a virus, spyware e malware in genere.
Ho quindi installato tutto ciò che serve a proteggersi: antivirus, antispyware, antiadware, firewall, cose di cui nemmeno sospettavo l’esistenza. Ho scelto programmi gratuiti perché non voglio spendere soldi per una cosa che userò, nella peggiore delle ipotesi, un paio di volte al mese.
Adesso ogni volta che avvio Windows appare una finestra che mi dice che la lista dei virus è stata aggiornata, un’altra che mi dice che ci sono aggiornamenti da scaricare, il firewall mi avvisa che il tale programma sta cercando di accedere a Internet e vuole il mio permesso, WindowsMessenger mi chiede di fare qualcosa che non capisco. Il tutto in modo estremamente invasivo, senza chiedere permesso, da veri maleducati. Tutto è disattivabile, ovviamente, ma bisogna sapere come e comunque perderci del tempo. Inutile dire che con il Mac un programma si fa vivo solo se gli abbiamo detto esplicitamente di farlo, altrimenti se ne sta buono a fare il suo lavoro senza disturbare.
Penso che questo spieghi bene la diversa concezione che hanno degli utilizzatori di computer alla Apple e a Microsoft. Per Bill Gates e soci, l’utente è uno stupido che non sa come impostare il suo computer, quindi deve lasciar fare a loro, oltretutto ringraziandoli perché si degnano anche di avvisarlo di quello che fanno (basta pensare all’invadente assistente di Office per capire di che cosa parlo).
Questo è solo uno dei motivi per cui mi stupisco quando la gente mi vede usare un Mac e se ne meraviglia (“Ma come, non usi Windows?”). Se soltanto provassero per un’ora non tornerebbero più indietro (e in questo caso “indietro” è proprio la parola giusta).

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