Nella sua rubrica “Preferenze”, sul mensile Macworld, Lucio Bragagnolo spiega con grande chiarezza come e perché ogni nuova versione di Windows è in realtà un passo indietro per il progresso dell’informatica e, in generale, di un uso più amichevole della tecnologia.
In Vista, Microsoft ha inserito controlli al limite del paranoico: il sistema operativo decide se un Cd o un Dvd è originale o se è una copia. Se non è originale, o se non corrisponde agli standard che Vista pensa che quel Cd o Dvd dovrebbe avere, ne permette la riproduzione ma riducendone la qualità. Faccio solo notare che ho tutti i diritti di fare una copia di un Cd o di un Dvd che ho regolarmente acquistato, anche se Vista non la pensa così.
È un discorso che parte ancora più da lontano. Chiunque abbia ricevuto almeno una volta un allegato in formato .doc avrà tirato in ballo tutti gli antenati del mittente al momento di aprirlo: i rientri sono saltati, le tabelle non coincidono, i titoli vanno dove vogliono. Il fatto è che se creo un documento con Word 97, non è detto che si legga allo stesso modo con Word 2007, e viceversa: i vari .doc, tutti creati da Microsoft, sono spesso incompatibili tra loro. Figuriamoci quando si cerca di aprirli con un programma che non sia Word.
La soluzione c’è: si chiama Open Document Format, un formato che è già uno standard, generato da programmi come OpenOffice, StarOffice o NeoOffice, tutti gratuiti o quasi. È il caso di dire che Microsoft non ha accettato il formato ma ha sviluppato una sua versione, Microsoft Office Open XML, chiaramente off limits per la concorrenza?
E allora concludo citando direttamente Lucio:

Le ossessioni di Microsoft significano costi maggiori per tutti. Costi maggiori per produrre lo hardware, costi più elevati per sviluppare il software, costi più alti per arrivare ad avere di nuovo la propria libertà di uso del computer, costi superiori per creare buon software open source, costi aggravati in prestazioni (i processori devono lavorare per badare a tutte queste cose, invece che occuparsi di quello che vogliamo fare veramente).
Siccome viviamo in un mondo al 90 percento egemonizzato da Microsoft, tutto questo finirà per causare costi maggiori a tutti. Non solo e non sempre denaro; scomodità, frustrazioni, difficoltà di utilizzo, incompatibilità, tempo.
Nella mia modesta considerazione, è una cosa triste, soprattutto inutile. Una parte del merito di questo passo indietro va a tutte quelle persone e organizzazioni che non hanno mai voluto impegnarsi neanche di un centimetro per arrivare a fare a meno di Microsoft e hanno continuato a finanziare Microsoft, diffonderne il software e i formati, rifiutare qualsiasi alternativa pur di evitare di imparare qualcosa di nuovo.
Se non altro, adesso pagheranno anche loro. Microsoft vuole un mondo da cui sia impossibile evadere. Peccato che queste nuove tasse siano usate interamente a danno del contribuente.

La prossima volta che riceviamo un allegato in un formato proprietario di Microsoft (.doc, .xls, .ppt) rispediamolo indietro e facciamocelo rispedire in modo che tutti lo possano aprire allo stesso modo.

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