Che i Mac costino troppo è un mito da sfatare, non a parole ma con i fatti.
Non negherò certo che un Mac qualunque costi più di un qualunque Dell, anche se la differenza non è grande quanto sembri. Per averne la prova basta andare sul sito Dell e scegliere un computer configurandolo come un Mac, cioè cambiando processore, hard disk e tutto quanto vogliamo. Il risultato finale sarà che il Mac sarà sempre più caro, ma la differenza sarà minore rispetto al prezzo base.
La vera differenza, però, si vede quando il computer esce dalla scatola. Per non riportare esempi di seconda mano parlerò della mia esperienza. All’inizio di dicembre 2006 ho acquistato un MacBook. Appena acceso, il computer mi ha chiesto se volevo importare i miei dati da un altro Mac. L’intera operazione ha richiesto un cavo FireWire e circa un’ora, al termine della quale il MacBook era un clone perfetto del vecchio iMac. Il collegamento a Internet è stato rilevato in un attimo, così come un telefono Bluetooth.
Da allora non ho più perso tempo in formattazioni, reinstallazioni, deframmentazioni, disinfestazioni, caccia a virus, spyware e malware e tutto il resto. Ed è qui che si vede la differenza: non avere problemi di questo genere significa non perdere tempo ed essere sempre produttivi. Chi usa Windows non può non considerare nel prezzo del computer anche le ore spese a svolgere la manutenzione periodica richiesta dal computer per funzionare meglio, per non parlare del costo del software necessario a proteggere il pc contro virus e affini. Io, come la maggior parte degli utenti Apple, non ho un antivirus, non l’ho mai avuto e non ne sento il bisogno.
Chi si limita a leggere il listino prezzi prima di acquistare un computer si comporta come chi compra un’automobile poco costosa senza occuparsi del consumo del carburante o del costo della manutenzione. È un atteggiamento miope.

P.S.: Solo poche ore dopo avere inserito il post, sono capitato su questa pagina, in cui Walt Mossberg, che non è proprio l’ultimo arrivato, confronta la messa in funzione di un Sony Vaio e di un MacBook appena tolti dalla scatola. Non c’è bisogno di specificare chi ne esca meglio.

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