In un negozio della catena Saturn, a Karlsruhe, dove mi trovavo con la scuola, ho visto una serie di Mac in esposizione. C’erano MacBook, MacBook Pro e iMac, tutti con una presentazione in tedesco che spiegava i buoni motivi per passare a Mac. Tra questi buoni motivi c’era anche la disponibilità di Microsoft Office, precaricato in versione di prova.
Ora, liberissima Apple di usare Office come asso nella manica per catturare utenti Windows magari insoddisfatti, e chissà quali motivazioni economiche ci stanno dietro, però io sono rimasto deluso. Preferirei che Apple caricasse sulle sue macchine NeoOffice oppure OpenOffice, e poi spiegasse in due righe che Office, quello di Microsoft, serve davvero solo a una minoranza di persone, e che tutti gli altri possono tranquillamente risparmiare qualche centinaio di euro e rivolgersi ad alternative altrettanto valide.
Per una volta, Apple si comporta da conformista e lo fa nel peggiore dei modi, spingendo l’acquisto di software prodotto da un’azienda che non ha mai fatto mistero di voler annientare la concorrenza e che più volte è stata condannata per abuso di posizione dominante.
Se proprio non riusciamo a liberarci dei file .doc, non sarebbe ora di iniziare a produrli con software libero e gratuito?

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