Una premessa: vengo da una famiglia di interisti, ma non guardo una partita di calcio intera da anni. Ho visto solo in parte la finale dei Mondiali vinti dall’Italia. Per me il calcio potrebbe chiudere bottega domani e sarei stato contento se si fosse continuato a giocare a porte chiuse dopo l’uccisione del poliziotto a Catania. Avrei scritto questo post anche se le squadre coinvolte non fossero state Inter e Milan ma altre due a scelta.
Il Milan ha vinto la Coppa dei Campioni (non riesco a chiamarla Champions League) per l’ennesima volta e i giocatori si sono concessi un giro trionfale per le strade di Milano su un pullman scoperto. Qualcuno di loro ha pensato bene di esporre uno striscione che è un insulto e una presa in giro nei confronti dell’Inter, accusata, e non da oggi, di avere vinto un campionato falsato.
Chiunque può pensarla come vuole, ma quando si è calciatori professionisti non si può dimenticare di avere delle responsabilità verso i tifosi, soprattutto verso quelli più eccitabili. Dopo una cosa del genere nessuno potrà più pensare di fermare gli ultrà con i loro striscioni, le canzoni contro gli avversari e gli insulti di qualunque genere. Dopo tanto parlare di stadi sicuri, tornelli, biglietti personalizzati e tutto il resto, uno striscione del genere autorizza qualsiasi tipo di derisione verso gli avversari. Alla faccia del tifo a favore e non contro e dell’educazione sportiva, che in Italia è una perfetta sconosciuta.
Decisamente è una caduta di stile da cui sarà difficile risollevarsi. Al prossimo Inter-Milan, se ci saranno scontri tra i tifosi, si saprà subito chi ringraziare.

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