Non posso non essere d’accordo con quello che Luca Sofri ha scritto oggi sul suo blog, Wittgenstein. Mi spaventa la sola idea di organizzare ogni minuto, di pensare subito a cosa fare di quello che ho tra le mani, senza il pensiero consolante di poterlo mettere da parte e pensarci dopo, e magari dimenticarlo se non è importante.
Non ho letto il libro di David Allen, Getting Things Done. Ho solo dato un’occhiata a uno dei siti che spiegano questo modo di organizzarsi, 43 Folders, e ho scaricato e usato brevemente qualche programma per Mac che cerca di applicare questa filosofia – e ce ne sono molti più di quanto si possa immaginare. Ho avuto l’impressione di gente che, nel tentativo di sfruttare ogni secondo della sua vita, in realtà ne usa una buona parte per organizzarsi. Per dire: ricevo una mail, la leggo, la lascio lì e ci penso. Invece no: la catalogo subito, la inserisco tra le cose urgenti o tra quelle che possono aspettare, le applico un’etichetta colorata, la inserisco in un database delle cose da fare.
Non fa proprio per me. Preferisco aspettare e lasciare che sia il tempo a selezionare da solo quello che è importante e quello che può aspettare. Non sbaglia quasi mai.

Annunci