I poveri insegnanti

Il numero di settembre della rivista Giudizio Universale è dedicato in buona parte alla scuola. C’è un articolo sugli stipendi bassi degli insegnanti, un altro sull’educazione e sulla mancanza di rispetto delle famiglie verso gli insegnanti.

I due aspetti sono collegati tra loro. I professori non hanno prestigio sociale. L’opinione pubblica li vede come gente che lavora diciotto ore alla settimana, che ha tre mesi di vacanza, e che quindi guadagna perfino troppo. È inutile dire che le ore di lavoro non sono diciotto, che c’è il lavoro di preparazione e correzione, che ci sono gli impegni collegiali. Quello che invece andrebbe sottolineato è che i docenti sono coloro ai quali le famiglie affidano parte della formazione dei propri figli.

Ma come può un insegnante essere motivato a svolgere il suo lavoro se poi fatica ad arrivare a fine mese o se il suo lavoro, anche per colpa di chi non lo sa fare, è così poco considerato? È la responsabilità di lavorare con e per i ragazzi che deve essere retribuita, e questa non si calcola in ore.

Quanto al rispetto da parte delle famiglie, è ovvio che sia scomparso. In un mondo che privilegia la forma, l’esteriorità, l’apparenza, i soldi, l’insegnante è un povero sfigato che guadagna poco e fa un lavoro senza possibilità di carriera perché non sa fare altro. Questo è probabilmente quello che i ragazzi assorbono a casa ed è quello che esce da loro quando arrivano a scuola.

Come uscirne? Riqualificando la professione, escludendone chi non è capace, prevedendo che i migliori guadagnino di più. I sindacati si sono sempre opposti e i risultati si vedono. E allora finiamola anche con questo corporativismo, con gli aumenti di 60 euro mensili ogni due anni, uguali per tutti, che sanno tanto di elemosina. Valutiamo il lavoro degli insegnanti e premiamo i migliori.

Parliamone.

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7 pensieri su “I poveri insegnanti

  1. Ricordi il Maestro di Vigevano? (Non è facile perché non è mai trasmesso da nessuna delle innumerevoli TV che ammorbano l’etere)
    La cultura non ha mai pagato, e l’insegnamento è sempre stato considerato una spesa accessoria, la prima che si possa tagliare.

  2. minarchista101

    Perche’ gli insegnanti dovrebbero guadagnare di piu’? La quantita’ di persone che ogni anno fanno l’esame di stato per fare i professori sono cosi’ tanti che e’ palese come gli stipendi siano alti a sufficienza.

  3. mario

    Attualmente in Italia si diventa insegnanti dopo avere conseguito una laurea di secondo livello. Nei due anni di specializzazione gli aspiranti insegnanti seguono corsi teorici sulla materia che insegneranno, sulle metodologie di insegnamento, sulla pedagogia e molto altro ancora. Nel frattempo fanno anche un bel po’ di ore di tirocinio (non ricordo quante, ma parecchie) in cui vengono affiancati a un insegnante di ruolo, seguono le sue lezioni e alla fine dell’iter lo sostituiscono. Tra l’insegnante che segue il tirocinio e i docenti universitari c’è un contatto continuo. Io ho seguito finora tre tirocinanti durante le mie ore di lezioni e si trattava sempre di persone estremamente motivate, non gente che cercava solo di guadagnare.

    Cosa succede dopo la laurea? Si entra nelle graduatorie provinciali e si aspetta pazientemente che si liberino dei posti. Quanto si aspetta è solo una questione di fortuna: se è un anno in cui molti vanno in pensione o si trasferiscono ci sono più possibilità, altrimenti, pazienza.

    Non è vero che ci sono tante persone che fanno l’esame di Stato (anche perché non è un esame di Stato) perché si guadagna tanto. Tanta gente prova a fare l’insegnante perché è un bel lavoro, perché fa rimanere giovani, perché, nonostante le cartacce, stare in classe fa stare bene.

    Perché gli insegnanti dovrebbero guadagnare di più? Perché nessuno trova niente di strano se a guadagnare tanto è un professionista che ha competenze e capacità specifiche, che nessun altro ha? L’insegnante, se è bravo, è proprio questo, un professionista specializzato. Pagarlo di più permetterebbe anche di operare una selezione più accurata e di far lavorare solo chi è davvero bravo.

    Io penso che gli insegnanti dovrebbero guadagnare di più perché tutti i giorni hanno a che fare con la materia prima più preziosa e delicata che esista al mondo, cioè i bambini e gli adolescenti, i nostri figli.

    Ma tu, minarchista101, sai quanto guadagnano gli insegnanti?

  4. minarchista101

    Ah, il vile denaro.
    Tanto per cominciare non credo che 1,400 euro siano pochi per un lavoro di 18 ore settimanali con lunghi periodi di ferie. E non lo crede nemmeno chi comincia a lavorare se le graduatorie provinciali sono stracolme.
    Puoi dirmi che e’ un bel lavoro, che il contatto con gli alunni e’ gratificante e probabilmente hai ragione. Tuttavia questo non cambia di una virgola il discorso: tanti aspiranti insegnanti trovano il lavoro sufficientemente retribuito ai livelli attuali.

    Mi parli della specializzazione e mi dici che chi consegue una laurea di secondo livello meriterebbe di piu’. Tuttavia questa e’ proprio una stupidata dal punto di vista economico. Non ti e’ dovuto niente solo perche’ hai una laurea di secondo livello. Se ci sono 150,000 insegnanti precari allora, con tutte queste persone con la tua stessa laurea in attesa di lavoro, il tuo futuro stipendio non puo’ andare che verso il basso.

    In tanti casi, come e’ personalmente successo in famiglia, si sceglie il lavoro di insegnante perche’ e’ uno dei piu’ remunerativi mezzi lavori in Italia. Un lavoro sicuro, stabile ed il cui stipendio dipende solo dall’anzianita’: sono tutti vantaggi non monetari che vengono tenuti in considerazione.
    Quindi ripeto, non c’e’ proprio alcun motivo per pagare gli insegnanti di piu’.

  5. mario

    Tanto per cominciare non credo che 1,400 euro siano pochi per un lavoro di 18 ore settimanali con lunghi periodi di ferie.

    Detto e ripetuto: le 18 ore settimanali esistono solo nelle favole. Io ho sei classi, che significa 150 studenti, cioè almeno seicento compiti da correggere durante l’anno, senza considerare le ore che vanno via per preparare le lezioni, le riunioni collegiali (sempre più frequenti) e tutto il resto. Quanto alle vacanze, io quest’anno sono stato in ferie dal 10 luglio a tutto agosto. È tanto, certo, ma non i tre mesi di cui si vocifera.

    Che poi chi si mette in graduatoria pensi di fare la bella vita sono problemi suoi. Di solito ci si ricrede dopo pochi mesi.

    Non ti e’ dovuto niente solo perche’ hai una laurea di secondo livello.

    Mai detto niente del genere. Ho solo detto che tra chi ha quel livello di istruzione gli insegnanti sono quelli che guadagnano meno. In molti casi guadagnano meno anche di chi ha un livello di istruzione molto più basso. Vogliamo parlare delle tariffe degli idraulici o dei carrozzieri?

    In tanti casi si sceglie il lavoro di insegnante perche’ e’ uno dei piu’ remunerativi mezzi lavori in Italia. Un lavoro sicuro, stabile ed il cui stipendio dipende solo dall’anzianita’: sono tutti vantaggi non monetari che vengono tenuti in considerazione.

    Il senso del mio intervento era proprio questo: eliminiamo dalla scuola chi ci lavora solo perché è comodo, rendiamo più rigidi i criteri di selezione e paghiamo meglio chi lavora bene. Altrimenti l’idea che prevale è la tua: l’insegnante lavora poco e per quello che fa è pure strapagato.

    E che non si permetta di sequestrare il cellulare ai nostri bambini, altrimenti andiamo anche a picchiarlo.

  6. minarchista101

    Il senso del mio intervento era proprio questo: eliminiamo dalla scuola chi ci lavora solo perché è comodo, rendiamo più rigidi i criteri di selezione e paghiamo meglio chi lavora bene. Altrimenti l’idea che prevale è la tua: l’insegnante lavora poco e per quello che fa è pure strapagato.

    Siamo arrivati piu’ o meno ad un consenso allora :p

    E che non si permetta di sequestrare il cellulare ai nostri bambini, altrimenti andiamo anche a picchiarlo.
    Un ITC della ricca Brianza, e sto parlando di circa 10 anni fa, fu preso d’assalto da un genitore che per punire la scuola, rea di aver bocciato il figlio, distrusse l’aula computer.

  7. emilio

    Un cordiale saluto a tutti, sempre questa favoletta dei tre mesi di vacanze e delle ”sole”18 ore di lavoro!!!
    a parte le riunioni , le ore per preparare le lezioni e i compiti da controllare……ma vogliamo dire che prendiamo 13 ”misere”mensilità all’anno?
    Quindi quel mese in più che facciamo di ferie….viene pagato a caro prezzo!!!

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