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Il sito della mia scuola è accessibile, fatto tenendo conto di tutte le prescrizioni ministeriali (che, in questo caso, coincidono con quelle del buon senso). Ci vado con qualunque browser e qualunque sistema operativo senza nessun problema. C’è però un’area riservata, gestita da un’azienda che fornisce, tra l’altro, il software per la gestione informatizzata degli scrutini. In quell’area vengono inseriti, per esempio, l’orario ordinato per docente (quello ordinato per classe è disponibile per tutti, e non capisco il senso di questa distinzione) e i modelli per la programmazione, materiale vitale in questo periodo. L’area riservata è accessibile solo usando Internet Explorer e Windows. Ho provato Safari, Firefox, Camino e Opera in ambiente Mac, Firefox e Opera in ambiente Windows. Niente da fare. Ho segnalato più volte il fatto alla responsabile del sito, che ha a sua volta girato la segnalazione a chi cura l’area riservata. Finora non ci sono stati risultati.

Uno dice: “Chi se ne frega dell’area riservata della tua scuola; alla fine serve a cento persone che possono anche passarsi il materiale con un pendrive”. Vero. Però nei giorni scorsi dovevo scaricare il Service Pack 2 per Windows XP per aggiornare il computer di un amico che non ha una connessione Adsl: il sito Microsoft, cui accede probabilmente più gente di quanta ne acceda al sito del mio liceo, impone l’uso di Internet Explorer versione 5.5 o superiore a chiunque voglia scaricare aggiornamenti. È vero che probabilmente quasi tutti quelli che scaricano aggiornamenti per Windows usano Explorer, ma non è un buon motivo per impedire l’accesso agli altri. In ogni caso, un numero crescente di utenti Windows sceglie Firefox invece di Explorer. E anche chi scarica software Apple ha un computer Apple, ma a quel sito si accede con qualunque browser.

Nelle scorse settimane ho visitato per lavoro diverse centinaia di siti. Qualcuno, non molti, per fortuna, è ancora inaccessibile a chi non usa Explorer per Windows (la versione per Mac è stata sospesa ormai da qualche anno, quindi non fa testo, e comunque spesso non funzionava). Molti di più sono sviluppati usando Microsoft FrontPage e ne risultano siti brutti, troppo colorati, con grafica che è presa di peso da WordArt, difficili da leggere, irrispettosi di tutti gli standard di Internet e dall’accessibilità pressoché nulla (basta chiedere a qualsiasi professionista del Web per sentirsi dire che FrontPage produce un codice di qualità pessima).

E poi c’è ancora qualcuno che si stupisce quando dico che non voglio usare prodotti Microsoft.

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