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Cioè, una nuova prospettiva di vita. Da una settimana non lavoro più a scuola e mi sono trasferito a Lussemburgo, dove lavoro come correttore di bozze presso l’Opoce, l’Ufficio delle Pubblicazioni dell’Unione europea. Ci sono arrivato dopo avere superato un concorso, tra il 2003 e il 2004. Prossimamente scriverò qualcosa di più su questa esperienza, sia dal punto di vista umano che da quello lavorativo. Vorrei però iniziare con qualcosa di più leggero (o pesante, secondo i punti di vista).

La correzione delle bozze si fa al 90% con il computer, e sui computer dell’Opoce gira Windows XP. A parte il fatto che fa un po’ specie che un colosso come la Ue non abbia ancora adottato Vista (il che la dice lunga sulla reputazione di quest’ultimo), tutto sommato il sistema funziona. Si usa Word per gestire i testi, e forse si potrebbero risparmiare un bel po’ di soldi con OpenOffice, che farebbe le stesse cose.

Quello che però mi lascia davvero perplesso è Outlook, che non avevo mai usato. Per quei pochi che non lo sanno, si tratta di un sistema integrato per gestire e-mail, impegni, appuntamenti, cose da fare, rubrica indirizzi, quello che con il Mac si fa con Mail, iCal e la Rubrica indirizzi. In Outlook tutto è mastodontico, i menu pieni di opzioni che non si sa a che cosa servano. Oggi volevo mandare un’e-mail specificando un indirizzo diverso per la risposta e ho impiegato dieci minuti per capire come fare. La gestione delle citazioni nelle risposte è al di fuori da ogni standard (ma non rispettare gli standard è uno standard per Microsoft). A un certo punto, sempre in perfetto stile Microsoft, la tastiera ha scombinato tutte le combinazioni di tasti. Volevo scrivere @ e ottenevo “. Solo in Outlook, tutto il resto funziona. Perché? Mistero, domani verranno a vedere.

Soprattutto, Outlook riprende e amplifica la grafica di Windows, con accostamenti cromatici discutibili (a dir poco), testi illeggibili, finestre affollatissime e difficili da decifrare. Quando uno ci sta davanti otto ore al giorno, spegnere il computer diventa un sollievo.

Soprattutto diventa un sollievo accendere il Mac e rilassarsi la vista.

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