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A chi lavora molto sui testi capita spesso di dover cercare tutte le occorrenze di una certa parola in un documento. È una cosa che con BBEdit, o con altri editor di testo, si fa in un attimo. Con i cosiddetti word processor, invece, ci vuole un po’ di pazienza in più: si apre la finestra di ricerca, si scrive la parola da ricercare, si fa clic su Trova il prossimo (o qualcosa del genere, dipende dai programmi) tante volte quante serve, finché il programma ci dice che quella parola in quel testo non c’è più.

Se faccio questa operazione con TextEdit o Pages e la parola da cercare si trova nella parte di schermo occupata dalla finestra di ricerca, il programma fa scorrere il testo in modo che la parola venga evidenziata, sopra o sotto la finestra. Il puntatore del mouse rimane fermo, sul pulsante Trova il prossimo. Se lo faccio con Word, è la pagina di testo che rimane ferma, mentre è la finestra di ricerca che si sposta: l’utente deve allora muovere il mouse alla ricerca del tasto Trova il prossimo, che può essere finito in un punto qualunque dello schermo.

La cura nel design di un’interfaccia grafica si vede anche da questi piccoli particolari.

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