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Il giorno dopo lo spoglio delle schede, prendendo il caffè tra italiani all’estero, queste sono le considerazioni:

  • tornano al potere un uomo di oltre settant’anni, che nel suo mandato precedente ha pensato soprattutto a sé, un altro che non ci ha pensato due volte prima di sciogliere il proprio partito per salire sul carro del vincitore annunciato, un terzo che va per i settant’anni e che vuole dividere l’Italia;
  • chi ha incitato a prendere i fucili contro la canaglia centralista di Roma ha avuto un successo elettorale straordinario;
  • è stato premiato chi ha suggerito esami di sanità mentale per i pubblici ministeri;
  • definire eroe un mafioso condannato e prevedere fin d’ora che i libri di storia andranno riscritti (come di solito si fa nelle dittature) non ha spostato un solo voto.

L’Italia ha scelto di tornare indietro. Noi che lavoriamo all’estero possiamo decidere di lasciare una volta per sempre la nave che affonda oppure mettercela tutta per pompare l’acqua fuori dalla stiva. In questo momento penso che abbia ragione Ivan Scalfarotto (che nel 2005 si candidò alle primarie da cui uscì la candidatura di Prodi), e che sia giusto impegnarsi in tutti i modi perché i nostri colleghi europei non ci chiedano più come abbiamo potuto scegliere di nuovo gente impresentabile.

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