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Una bellissima serata di musica, ieri sera, al centro culturale Op der Schmelz di Dudelange, cittadina del Lussemburgo, al confine con la Francia. Protagonisti due italiani, Enrico Rava e Stefano Bollani, tromba e pianoforte.

Il concerto, senza mezzi termini, è stato straordinario. Per due ore Rava e Bollani hanno suonato e scherzato, divertendo e divertendosi. È stato strano vedere due musicisti di livello mondiale prendersi in giro, smontando quella specie di sacralità che da sempre è associata al jazz, musica colta per eccellenza. In un francese approssimativo, i due hanno creato subito un legame forte con il pubblico (peraltro in larga parte composto da italiani), che alla fine ha cantato un motivo sul quale Rava ha improvvisato.

Il repertorio, preso quasi interamente dal loro ultimo disco, The Third Man, li ha visti eseguire brani originali ma anche classici come Cheek to Cheek (all’interno della quale Bollani ha trovato il modo di piazzare un brano della sigla del telefilm Tre nipoti e un maggiordomo), omaggi alla musica brasiliana (Retrato em Branco y Preto, di Tom Jobim, suonata da Rava rievocando Chet Baker), citazioni assortite, da Frank Sinatra a Tony Renis a Paolo Conte. Insomma, musica tout court, con il coraggio di uscire da un genere predefinito e spesso autoreferenziale come il jazz.

Infine, giusto per toccare uno degli argomenti più frequenti di questo blog, il suono era gestito con un MacBook Pro.

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