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In ufficio uso Internet Explorer 6 con Windows XP. La maggior parte dei miei colleghi è passata a Explorer 7, ma il programma che gestisce il workflow della correzione di bozze funziona solo sotto IE6, quindi, almeno per ora, niente da fare.

Ho quindi installato Firefox, che uso per tutto quello che non riguarda i siti e le applicazioni direttamente legate al lavoro. Tengo d’occhio la posta personale, certo, ma faccio anche ricerche su Google o sui vari dizionari online ogni volta che ho dubbi su un termine (e capita abbastanza spesso).

Con il Mac non mi ero mai accorto della differenza (uso di solito Safari, a volte Camino, parente stretto di Firefox, e raramente Firefox), mentre ora, sotto Windows, mi è sembrato di entrare in un altro mondo. I siti si vedono come sono stati pensati dagli autori, gli standard vengono rispettati e, soprattutto, esistono le scorciatoie da tastiera: Ctrl-T apre una nuova scheda, Ctrl-W chiude la scheda attiva eccetera. Rispetto a Explorer, dove bisogna fare quasi tutto con il mouse, il guadagno in termini di tempo è enorme, e questo vale anche per IE7.

Mi sono trovato subito a mio agio, anche perché, una volta sostituito il tasto Ctrl al Cmd che c’è sul Mac, le combinazioni sono le stesse. E mi viene un pensiero: Firefox gira sotto Windows, Mac e Linux, quindi i suoi sviluppatori avevano ampia scelta al momento di configurare le scorciatoie. Ci sarà quindi un motivo se hanno scelto di mantenere le stesse impostazioni dell’ambiente Mac.

Dall’altra parte c’è il deserto. E quindi è solo normale che le quote di utilizzo di Firefox stiano salendo rapidamente a scapito di quelle di IE. Magari, come sempre più persone si accorgono che IE non è l’unico browser, qualcuno comincerà anche a rendersi conto che il mondo dei sistemi operativi non finisce a Windows.

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