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Vittorio Zucconi, su repubblica.it, oggi:

Ho visto una cosa che mi ha sbalordito: la rimessa laterale di un giocatore svizzero con tifosi in piedi accalcati a due metri dalla linea laterale, sull’1-1, a cinque minuti dalla fine, contro gli immigrati turchi infedeli islamici, la qualificazione in ballo e uno steward che faceva segno di tirarsi indietro, non cinquecento poliziotti in assetto di guerra, come fossimo a un torneo da spiaggia e loro si tiravano pure indietro. E ho pensato alle gabbie degli idrofobi negli stadi italiani ribollenti di idioti che si credono ultra tifosi. Poi hanno pure perso dopo avere sputato i polmoni, avendo poco piede, sotto una pioggia da monsone indiano, li hanno sbattuti fuori dall’Europeo, l’arbitro ha fischiato un fuorigioco contro Senderos che non esisteva, gli ha negato un paio di corner grandi come il Matterhorn e ciccia, finito tutto lì. E sono gli svizzeri a non avere il senso dell’umorismo? A non qualificarsi? Per quale gioco?

Mi capita spesso di guidare in Svizzera e ho notato che molti automobilisti hanno attaccato ai finestrini le bandiere delle squadre impegnate negli Europei. Molti ne hanno addirittura due, e sono quasi sempre due bandiere diverse. In particolare, ho notato la settimana scorsa un’auto guidata da un signore dall’inconfondibile aspetto svizzero, capelli e baffoni rossi: da un finestrino sventolava la bandiera svizzera, dall’altro quella turca.

Immaginarsi in Italia un tizio che gira con la bandiera italiana e quella rumena sulla macchina durante gli Europei di calcio giocati in Italia è niente di più che un’astrazione mentale.

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