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Tra i vari modi di risolvere il problema del traffico e dell’inquinamento urbano, la città di Lussemburgo, ispirandosi a quello che ha fatto Parigi, ha lanciato un servizio di noleggio biciclette chiamato vel’oh!. Il funzionamento è semplice quanto ingegnoso: ci si iscrive pagando quindici euro all’anno e si riceve a domicilio una tessera simile a una carta di credito. In città ci sono diverse stazioni presso le quali si ritirano e si depositano le biciclette. Basta passare la carta su un lettore, inserire il proprio codice personale e prendere una bicicletta. La prima mezz’ora è gratis, poi si paga un euro all’ora fino a un massimo di cinque euro per 24 ore. Arrivati a destinazione, basta sistemare la bicicletta nella postazione di arrivo ed è fatta. Se poi uno non se la sente di spendere quindici euro, con un euro si può acquistare un abbonamento settimanale per provare il servizio.

Per agevolare gli utenti sono state create diverse piste ciclabili, in aggiunta a quelle che già c’erano. Dove era necessario sono state ristrette le corsie per auto e bus. Gli attraversamenti sono stati dipinti di rosso usando un materiale particolare, molto visibile e rugoso, per impedire di scivolare. Insomma, a parte il fatto che probabilmente Lussemburgo dispone di più mezzi rispetto a molte città italiane, non si è trattato di interventi particolarmente costosi. Penso che in una città come Milano, in cui non ci sono salite e discese, se non alcuni cavalcavia, non dovrebbe essere difficile mettere in piedi un servizio del genere, anche se poi sospetto che molti automobilisti non si farebbero scrupoli nell’invadere le piste ciclabili pur di superare a destra il veicolo che li precede.

Il servizio presenta un solo inconveniente: può succedere di arrivare a destinazione e scoprire che non ci sono posti liberi per depositare la bicicletta. In questo caso si passa la carta sul lettore e si ha diritto a un quarto d’ora supplementare e gratis per andare presso la stazione più vicina, segnalata da uno schermo vicino al lettore. Certo, si tratta di un problema non da poco, che obbliga a percorrere a volte anche qualche centinaio di metri in più. Una difficoltà insormontabile per chi è abituato a lasciare l’auto esattamente di fronte al giornalaio, anche se in seconda o terza fila. 🙂

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