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Quindi adesso abbiamo la certezza che in Cina, anche durante le Olimpiadi, non cambierà niente, e che anche i giornalisti stranieri saranno sottoposti alla censura, con l’impossibilità di visitare certi siti Internet ritenuti pericolosi dalla dittatura. Non è una grande novità, lo si sapeva anche prima.

Ovviamente questo rafforza la convinzione di chi si è espresso a favore del boicottaggio dei Giochi, o di quei giornalisti (non molti, per quanto ne so) che si sono rifiutati di andare a Pechino.

Io sono di opinione totalmente contraria. Per fortuna le Olimpiadi si svolgeranno e per fortuna ci sono migliaia di giornalisti a raccontare quello che succede realmente. Non ci fosse andato nessuno saremmo qui a scandalizzarci per interposta persona, a ripetere luoghi comuni, probabilmente veri, ma riportati per sentito dire. Così, invece, ci sono migliaia di testimoni, in diretta, sul posto.

Spero solo che i giornalisti facciano il loro lavoro come si deve.

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