Tag

, , , , ,

Un articolo apparso oggi sul sito del Sole 24 Ore rende meglio di mille parole l’idea di cosa sia diventata la scuola in Italia.

In breve: un ragazzo è stato bocciato al liceo scientifico con cinque insufficienze (su dieci materie). Normalmente uno dovrebbe prenderne atto e fare buoni propositi per l’anno successivo. Invece no: si fa ricorso al TAR e il TAR dà ragione al somaro perché la scuola non ha attivato tutti i corsi di recupero necessari. Ovviamente il TAR non approfondisce il fatto che magari la scuola non aveva le risorse per attivare tutti i corsi, o che magari l’alunno in questione sarebbe riuscito a seguire tutti i corsi che gli servivano solo sottraendo tempo allo studio del programma del secondo quadrimestre (quindi peggiorando ancora la situazione).

Ricordo parecchi Consigli di classe in cui, di fronte a casi del genere, si decideva per il recupero in itinere (cioè un ripasso durante le normali ore di lezione), oppure gli insegnanti si rendevano disponibili per lezioni semi-individuali su richiesta nel pomeriggio (noi lo chiamavamo Sportello Help). Insomma, qualunque cosa purché a verbale figurasse che in qualche modo la scuola aveva previsto forme di recupero per gli alunni in difficoltà, anche quelli evidentemente irrecuperabili. Tutto questo ovviamente sottraeva tempo a discussioni più utili su come si sarebbe davvero potuto intervenire in classe.

A me questo mette una grande tristezza ma, in un certo senso, mi riempie di sollievo al pensiero di essere uscito da un mondo che si sta sempre più arrotolando su se stesso.

Annunci