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A Lussemburgo la fine dell’estate, stagione peraltro piuttosto breve, è segnata dalla Schouberfouer, che quest’anno ha raggiunto l’edizione numero 668. Si tratta di un enorme luna park, con una gigantesca ruota panoramica e tantissimi altri giochi dai prezzi solitamente proibitivi (per fare un esempio, salire sulla suddetta ruota costa 5 euro per gli adulti e 2,50 per i bambini). All’interno del luna park ci sono anche i soliti giochi in cui bisogna sparare con un fucile a turaccioli sperando di vincere un iPhone (che però non vince nessuno), decine di bar e un paio di ristoranti.

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, la Schouberfouer si trova vicino al centro città, nel quartiere di Limpertsberg, e probabilmente gli abitanti non ne sono molto felici, visto che per tre settimane c’è rumore assicurato fino all’una di notte (senza contare i disagi dovuti a montaggio e smontaggio, almeno altre tre settimane in totale). Il primo problema che un italiano si porrebbe è: dove posteggio la macchina? Anche il comune di Lussemburgo se lo deve essere chiesto, e la soluzione è stata, come accade spesso, brillante: tutte le linee di autobus che vanno dalla stazione alla Fouer sono gratis, dalle 18 fino a fine servizio, e sono stati istituiti bus navetta gratuiti che raggiungono la Fouer dai principali parcheggi auto in periferia, ogni sette minuti fino alle tre del mattino. E poi bus extraurbani e treni straordinari e altro ancora.

Messa così è facile commentare che qui hanno un sacco di soldi e quindi possono permettersi questo e altro. In realtà il tutto ha anche un valore educativo non da poco. Sabato scorso siamo stati alla Fouer e ci siamo andati con uno dei bus navetta, pieno zeppo di ragazzi, e ho pensato a come si sentirebbero i ragazzi italiani a uscire il sabato sera in autobus e non in macchina. Al di là dei vantaggi immediati (nessun problema per parcheggiare e quindi più tempo per divertirsi, minore inquinamento), credo che in questo modo si facciano passare alcuni messaggi importanti, che provo a riassumere:

  • ci si abitua al fatto che la città (la politica) fornisce servizi e risposte ai bisogni;
  • ci si abitua a usare i servizi offerti;
  • si considera il divertimento per quello che è, cioè divertirsi insieme, e non fare numeri da circo in macchina a notte fonda dopo avere bevuto;
  • si scopre una dimensione diversa dello stare insieme, cioè essere in quindici sul bus e non in quattro in un’auto.

Poi, se i ragazzi si abituano così da giovani, non ci si deve stupire che qui ci sia così tanto rispetto verso gli altri e verso gli spazi pubblici.

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