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Uno fa i suoi piani per la vita, e questi comprendono, nel loro piccolo, anche i libri che si vorrebbero leggere. Poi il tempo va come vuole e molti dei nostri propositi rimangono, appunto, propositi.

Questo per dire che mi ero spesso proposto di leggere qualcosa di David Foster Wallace, che si è suicidato pochi giorni fa, e non sono mai riuscito a farlo. Wallace era nato nel 1962, come me, e questo, inutile negarlo, ha il suo peso, soprattutto quando uno decide di farla finita. Si vorrebbe scoprire perché l’ha fatto, e com’era la sua vita e che cosa scriveva.

Potrei cominciare, per esempio, da una lunga intervista pubblicata quasi cinque anni fa da The Believer e ora resa disponibile sul loro sito. E poi, stavolta davvero, prenderò in mano qualche cosa di suo.

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