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Quando lavoravo a scuola non scioperavo mai. Non ho scioperato contro nessuna delle proposte dei ministri che si sono succeduti durante i miei anni di lavoro, da Russo Iervolino a Fioroni. In un modo o nell’altro, scioperare mi sembrava ininfluente, e in ogni caso avevo l’impressione che ciascuna delle riforme proposte nascesse bene o male dall’intenzione di intervenire per portare qualche miglioramento alla scuola.

Però, se lavorassi ancora a scuola, aderirei sicuramente allo sciopero del 30 ottobre. Non solo: spiegherei ai miei alunni i motivi del mio sciopero e inviterei anche loro a manifestare e opporsi a una pseudoriforma che ha l’unico scopo di risparmiare soldi, come se la scuola fosse la causa di qualunque dissesto economico nel bilancio dello Stato.

Per quello che vale, è come se fossi in piazza anch’io.

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