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Qualche tempo fa mia moglie e io abbiamo ricevuto una lettera da parte del Comune: non abbiamo pagato l’Ici per il 2007. Me ne sono stupito, perché ricordavo benissimo di avere barrato una casella nel modello 730 che autorizzava a trattenere dal credito d’imposta la cifra necessaria per il pagamento. Chiamo quindi il Caaf, spiego la situazione e mi fissano un appuntamento per esaminare il problema. Chiamo poi il Comune e chiedo di avere pazienza mentre cerco di capire cosa sia successo.

Al Caaf mi dicono che avrei dovuto presentare il modello F24, con la stessa cifra a credito per la dichiarazione sui redditi e a debito per l’Ici, in modo che si compensassero. Obietto che non lo sapevo e avrebbero dovuto dirmelo, ma secondo loro invece avrei dovuto saperlo io, perché avevo presentato una dichiarazione precompilata, quindi la responsabilità di tutto è mia e non loro, dato che a loro compete solo l’inserimento dei dati che io fornisco e non la loro verifica. Sarà…

Vado in Comune e parlo con il ragioniere, spiegando la mia completa buona fede. Per fortuna lui mi crede e mi dice che possiamo risolvere tutto senza sanzioni, ma solo con interessi e mora, inevitabili. Mi fornisce di modello F24 e mi fa vedere come compilarlo. Alla fine dovremo pagare sette euro di sovrattasse a testa.

Torno a casa, vado sul sito della mia banca e inizio a compilare il modello. Al momento della verifica il sistema dice che il codice tributo che ho inserito per l’Irpef a credito (100E, indicatomi in Comune), non è valido. Ritelefono in Comune e spiego la situazione; mi dicono di usare il codice 1001 (Ritenute su retribuzioni, pensioni, trasferte, mensilità aggiuntive e relativo conguaglio). Eseguo, ma il sistema dice che con quel codice non è possibile portare importi a compensazione. Ritelefono in Comune, dove mi consigliano di andare presso la banca che fa da tesoreria comunale, dove sapranno senz’altro aiutarmi.

Vado in banca, compilo il modulo lasciando in bianco lo spazio per il codice e mi avvicino fiducioso allo sportello. L’impiegato fa esattamente quello che ho fatto io, nell’ordine: inserisce il codice 100E, scopre che non è valido, inserisce il 1001, scopre che non accetta la compensazione, mi comunica dispiaciuto che non sa cosa fare e mi rispedisce al mittente.

Ormai disperato, richiamo il Comune e chiedo loro di darmi un codice qualunque, chissenefrega, purché accetti la compensazione. Mi consigliano di aspettare fino a quando avranno occasione di parlarne con il commercialista (ebbene sì, anche i comuni hanno un commercialista). Poche ore dopo mi richiamano per dirmi di usare il codice 4001 (Saldo Irpef). Funziona, finalmente.

Morale: l’Italia sarà anche la patria degli evasori, però perfino chi le tasse le vuole pagare non ha vita facile.

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