Una delle cose che più mi ha colpito della cerimonia del giuramento di Barack Obama, e che avevo dimenticato accadesse, è che il presidente degli Stati Uniti giura di fronte al presidente della Corte Suprema, che addirittura gli suggerisce le parole da pronunciare. Il significato simbolico è secondo me fortissimo: il potere giudiziario, davanti al quale tutti sono uguali, è in un certo senso superiore anche a quello esecutivo (ne parla Vittorio Zucconi proprio oggi), lo controlla e ne limita gli eccessi.

Poi penso all’Italia, alle leggi ad personam, allo scandalo e all’indignazione ogni volta che un giudice si permette di indagare su un politico, alla bizzarra teoria secondo la quale, siccome la Costituzione dice che i giudici amministrano la giustizia in nome del popolo e il popolo ha scelto quei deputati e senatori e consiglieri, i giudici non possono indagare sugli eletti. Tra parentesi, basterebbe leggere anche il secondo comma dell’articolo 101 per scoprire che “I giudici sono soggetti soltanto alla legge”.

C’è ancora parecchia strada da fare.

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