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Se avessi una qualsiasi posizione di responsabilità nella scuola, se avessi il potere di decidere qualcosa, renderei obbligatoria la visione in tutte le classi, almeno dalla seconda media in poi, dell’intervento di Roberto Saviano ieri sera su RaiTre. Con una lucidità e una precisione straordinarie, Saviano ha analizzato il modo in cui i giornali campani trattano i fatti legati alla camorra, sezionando i titoli, discutendo ogni parola. È stato un esempio splendido di come le parole siano pesanti, di come possano spingere migliaia, milioni di persone ad avere una certa idea su un argomento, di come possano influenzare la vita stessa.

Ricordo quando i miei alunni mi chiedevano a che cosa servisse fare l’analisi stilistica dei brani letterari che proponevo nel corso dell’anno. Rispondevo sempre che allenarsi su una poesia o un racconto serve soprattutto ad affrontare la mole delle informazioni che ogni giorno ci investe, a distinguere il valore e il significato di un articolo, un libro, un film, una pubblicità.

Vorrei ringraziare Saviano perché mi ha fatto capire una volta di più il grande valore delle parole e l’importanza di capirle per poterle usare in modo da migliorare il mondo che ci circonda.

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