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Con un comunicato stampa, Palazzo Chigi non ha risposto alle dieci domande preparate da Repubblica su tutte le incongruenze emerse dall’affaire Noemi Letizia. Al di là del merito e del fatto che Gianni Letta si era impegnato a fornire le risposte richieste, vorrei notare alcune particolarità linguistiche del comunicato.

“Invidia e odio nei confronti di un presidente del Consiglio che ha raggiunto il massimo storico della fiducia dei cittadini”. Qualunque studente di psicologia del primo anno sa che chiunque tende a proiettare sugli altri i propri comportamenti e la propria visione del mondo. Quindi è papi che è invidioso di qualcuno e odia qualcuno, probabilmente qualcuno che ha raggiunto indici di gradimento più alti del suo 75%. Chi sarà? Soprattutto, papi crede che tutti siano invidiosi di lui, ma come si può essere invidiosi di un settantenne sputtanato pubblicamente dalla moglie?

“Campagna denigratoria che la Repubblica e il suo editore stanno conducendo da giorni contro il presidente Berlusconi”. Papi avrebbe un modo semplicissimo per far cessare la cosiddetta campagna denigratoria: dire la verità. Ma non lo fa, nascondendosi dietro un pretesto che vedremo dopo. Notare anche “la Repubblica e il suo editore”. Per lo stesso principio di cui sopra, evidentemente nei giornali di papi è l’editore, cioè lui, che decide la linea editoriale, quello che si deve pubblicare, chi si deve colpire. Non male per uno che si è autodefinito come l’editore più liberale di tutti i tempi.

“Attacchi di così basso livello, in vista delle prossime elezioni europee e amministrative”. Ovvio, gli scandali, come le denunce, arrivano sempre a orologeria, secondo papi. Tutta colpa della signora Lario, che ha scelto proprio questo momento, sobillata dai signori della sinistra.

“Strategia mediatica diffamatoria tesa a strumentalizzare vicende esclusivamente private a fini di lotta politica”. Alzi la mano chi non ha ricevuto, anni fa, il fascicolo “Una storia italiana”, con l’agiografia di papi che metteva in piazza tutta la sua vita pubblica a fini di lotta politica. E che cosa dire degli inserti “Berlusconi tale e quale” regalati da Libero? Dire che si dovrebbe rispettare la sua privacy è un pretesto, dopo lo scempio che ne ha fatto lui stesso.

Qui il punto non è tanto se papi abbia o no rapporti con le minorenni. Il punto è se papi stia mentendo o no. Se è sincero, risponda alle domande di Repubblica e dei giornalisti che fanno il loro dovere e non parli solo nei salotti in cui non c’è contraddittorio. Se non lo è, su quante altre cose avrà mentito agli italiani?

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