Tag

, , , , ,

Sto leggendo, a pezzi, data la mole, Patria 1978-2008, di Enrico Deaglio. Si tratta del racconto preciso e a tratti spietato di quello che è successo in Italia negli ultimi trent’anni (e se qualcuno volesse contribuire con i suoi ricordi, c’è anche un sito per farlo).

Si potrebbero dire molte cose su questo libro, ma c’è un aspetto che mi colpisce ogni volta che lo apro, tanto è ricorrente, ed è il potere smisurato e onnipresente della mafia. Ci sono documenti ufficiali e atti processuali che documentano e provano i rapporti strettissimi tra i boss mafiosi e alcuni dei principali uomini politici degli ultimi trent’anni, tra organizzazioni criminali, industriali e imprenditori. E io mi chiedo come sia possibile che un paese sano non abbia espulso queste cellule cancerogene dal suo organismo, come accadrebbe con una nomale crisi di rigetto.

Invece no. Marcello Dell’Utri, condannato in primo grado per concorso esterno in associazione di tipo mafioso, è un senatore della Repubblica; lo stalliere Mangano, nelle parole di Dell’Utri e di Berlusconi, è un esempio di integrità; Giulio Andreotti, riconosciuto colpevole di partecipazione ad associazione per delinquere almeno fino al 1980 (reato prescritto) è uno dei padri della patria.

Mi chiedo quando ci sbarazzeremo per sempre di queste zavorre per diventare finalmente un paese moderno e libero. Purtroppo non trovo una risposta.

Annunci