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La via in cui abitiamo, a Lussemburgo, è lunga circa 800 metri. Per metà di quegli 800 metri non ci sono passaggi pedonali e la casa in cui viviamo si trova proprio a metà dei 400 metri senza strisce per attraversare.

Ho già scritto in passato di come funzioni l’attraversamento per i pedoni a Lussemburgo. Per analogia, si potrebbe pensare che anche dove non ci sono le strisce gli automobilisti siano comunque attenti ai pedoni e pronti a fermarsi per lasciarli passare. Invece non è così: gli stessi conducenti che cento metri prima si sono fermati vedendo un pedone che cominciava a pensare all’idea di attraversare la strada sono spietati quando non ci sono strisce dipinte sulla strada. Attraversare diventa allora un’impresa, un po’ come succede in Italia, il che ci dà la sensazione, in questo caso non esattamente piacevole, di essere tornati a casa.

Però è anche qualcosa che fa riflettere sulla presunta superiorità dei paesi del centro e del nord Europa per quanto riguarda civiltà e qualità della vita. È vero che in genere si vive meglio, che i servizi funzionano, che c’è rispetto per gli spazi pubblici, ma quanto di tutto questo è davvero “civiltà” innata o si tratta piuttosto di “comportamenti” inculcati a suon di multe e punizioni? Ho visto più poliziotti fare multe per divieto di sosta qui in neanche due anni di quanti ne abbia visti in Italia in più di quaranta. La sensazione è che in Italia (ma anche in Francia o in Spagna, per quanto ne so) ci sia maggiore elasticità, il che significa, portato all’eccesso, scarso rispetto delle regole, ma anche capacità di adeguare i comportamenti alle circostanze. Un po’ di fantasia, insomma, proprio quello che qui sembra mancare alla maggior parte delle persone.

Certo, se ci fosse anche la fantasia (oltre a un clima migliore) questo sarebbe il mondo perfetto. Però forse è il caso anche di rivalutare la capacità tutta italiana di considerare le persone e le loro esigenze al di sopra della legge e delle regole, purché nella giusta misura. Se gli automobilisti lussemburghesi imparassero dagli italiani, forse sarebbe più facile attraversare anche dove non ci sono le strisce.

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