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Ho letto con ritardo un bell’articolo di Ettore Mo, uscito il 13 dicembre scorso sul Corriere della sera, dedicato a Luis Humberto Soriano, maestro elementare colombiano che trascorre i weekend girando i villaggi della sua regione in compagnia di due asini, Alfa e Beto. Gli animali trasportano libri con i quali Soriano cerca di insegnare a leggere agli abitanti dei villaggi, in modo da dare loro una possibilità in più di sfuggire alla miseria e al reclutamento nelle bande dei narcotrafficanti.

È una storia affascinante e triste allo stesso tempo. Soriano con i suoi due asini mi ricorda don Chisciotte che va all’assalto dei mulini a vento in sella a Ronzinante, eppure non posso fare a meno di tifare per lui, di sperare che riesca a strappare anche un solo ragazzino a una vita di violenza. La prima cosa che ho fatto è stata cercare il suo nome con Google, per vedere se fosse possibile inviargli dei soldi o aiutarlo in qualche modo. Non mi sono reso conto che stavo agendo da occidentale (relativamente) benestante, mentre Soriano fa parte di un altro mondo, in cui i bambini non vanno a scuola e quel poco di cultura arriva a dorso d’asino.

Pare incredibile che quello che per noi è scontato (aprire Google e cercare il nome di una persona, per esempio) sia totalmente fuori portata per gran parte del mondo. Non so come sia possibile aiutare Soriano (e, anzi, se qualcuno lo sa si faccia pure avanti), ma un buon punto di partenza sarebbe di sicuro restituire prospettiva a tutto quello che ci circonda, non darlo per scontato e ricordarsi, di tanto in tanto, che c’è gente al mondo per la quale anche qualche vecchio libro trasportato da due asini è un tesoro inestimabile.

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