Approfitto di un momento tranquillo per segnalare un paio di siti di cui volevo parlare da un po’ ma che non ho mai avuto modo di citare.

Il primo è FactCheck.it (sottotitolo: “Chi salva un fatto salva la verità intera”). Si tratta di un blog creato da Sergio Maistrello con lo scopo di fare quello che ciascun giornalista dovrebbe fare prima di scrivere, cioè controllare le fonti della notizia che sta per dare. Credo che in Italia siano pochissimi a farlo, e il risultato è quello che vediamo sui giornali ogni giorno: confusione, notizie ingigantite o inventate di sana pianta, opinioni trasformate in fatti inconfutabili. Maistrello raccoglie i fatti, li confronta e li verifica. Fossi il direttore di un giornale lo assumerei immediatamente. FactCheck.it andrebbe letto parallelamente alla rubrica Notizie che non lo erano, di Luca Sofri, di cui ho già parlato.

Il secondo sito che vorrei segnalare si chiama EducOO.org ed è il sito di un’associazione pedagogica francese che, come suggeriscono le due “O” nel nome, è legata al progetto OpenOffice. Che cos’è OpenOffice credo sia noto, ma vale la pena di spenderci due parole. Si tratta di una suite di programmi per ufficio alternativa all’onnipresente Microsoft Office. È gratis, gira su Windows, Mac e Linux, gestisce quasi perfettamente i documenti prodotti da Office. Salvo che per usi molto specifici, può sostituire tranquillamente la suite Microsoft, permettendo di risparmiare parecchi soldi (e non vale dire che si può sempre trovare una copia pirata di Office).

Quelli di EducOO.org hanno preso OpenOffice e ne hanno creato una versione adatta ai bambini dai 7 ai 12 anni chiamata OOo4kids (OpenOffice è open source, il che significa che chiunque ne sia capace può modificare il programma, basta che poi renda pubbliche le modifiche). Tutte le applicazioni sono state semplificate, i menu ridotti alle funzioni base, sono sparite le decine di microicone che affollano le barre degli strumenti e tra le quali un bambino rischia davvero di perdersi. Il programma è tradotto in diverse lingue, tra cui l’italiano.

Penso che questa iniziativa abbia un grande valore. I bambini si possono avvicinare al computer usando uno strumento adatto a loro e, soprattutto, imparano che l’alternativa a spendere soldi per Microsoft Office non è cercarne una copia pirata ma rivolgersi a un prodotto valido e gratuito. In un mondo in cui impazza il download illegale mi sembra una grande lezione di correttezza e senso della giustizia.

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