Tag

, ,

Torno per l’ennesima volta su un argomento che mi sta molto a cuore per segnalare un interessante articolo di Maurizio Ambrosini. Pur essendo breve, l’articolo coglie gran parte degli aspetti della questione. Non si tratta di essere pro o contro una società multietnica: occorre prendere atto che, nonostante le prese di posizione, l’Italia è già diventata una società multietnica, e che qualunque tentativo di negarlo è destinato non solo alla sconfitta, ma anche a esasperare i contrasti e le difficoltà che inevitabilmente sorgono nei momenti di trasformazione.

Il caso dei musulmani, che Ambrosini tratta nella seconda parte dell’articolo, è emblematico. Isolarli e considerarli tutti pericolosi terroristi o integralisti serve solo a rafforzare il senso di emarginazione, che a sua volta fa crescere la voglia di rivalsa. In un’atmosfera di questo genere chi fomenta l’odio verso l’altro ha gioco facile. L’impegno di tutti, dal singolo alle istituzioni, dovrebbe invece essere quello di aiutare gli immigrati, che siano musulmani o meno, a integrarsi nella società italiana, dato che di fatto ne fanno parte.

Che a livello politico ci sia confusione lo dimostra anche il recente annuncio da parte del ministro Gelmini di un tetto del 30% alla presenza degli alunni stranieri nelle scuole italiane. A parte il fatto che non si capisce bene da dove arrivi la cifra del 30%, c’è confusione (e contraddizione tra le diverse versioni dell’annuncio) tra alunni stranieri, alunni stranieri nati in Italia, alunni stranieri che conoscono l’italiano eccetera. Il vero discrimine, come ha scritto, tra gli altri, Marco Campione, dovrebbe essere la conoscenza della lingua, non quello che c’è scritto sul passaporto. Siamo sicuri che i bambini italiani conoscano l’italiano meglio dei loro amici senegalesi in Italia dalla nascita?

Annunci