Tag

, , , , , , , , ,

La Scuola europea di Lussemburgo, tramite l’associazione Europe-Tiers Monde, ha organizzato un’iniziativa chiamata LuxPalTou, dalle iniziali di Luxembourg, Palestine, Touareg. In sostanza, alcune famiglie dei ragazzi che frequentano la Scuola europea ospitano per due settimane un gruppo di musicisti Touareg di Djanet, Algeria, e un gruppo di ballerini palestinesi di Nablus, in Cisgiordania, tutti di età compresa tra i 15 e i 25 anni.

Ieri pomeriggio i due gruppi hanno presentato un assaggio di quello che sanno fare nel corso del Festival delle Culture, che si svolge ogni anno a Lussemburgo. Siamo andati a vedere di cosa si trattasse, anche perché ospiteremo due ragazzi palestinesi per due notti, e siamo rimasti colpiti dalla vitalità e dalla ricchezza di tradizioni che emergeva da ogni passo di danza, da ogni nota, da ogni colpo di tamburo.

Per i ragazzi della Scuola europea è un’occasione unica per conoscere culture altrimenti lontane e spesso rese inavvicinabili dai pregiudizi e dai luoghi comuni. Basta leggere la relazione all’edizione 2008 dell’iniziativa per ritrovare le stesse difficoltà di quest’anno nell’organizzazione: quattrocento lettere mandate alle famiglie per chiedere ospitalità ma solo una manciata di risposte, tanto che molte famiglie ospitano due o tre ragazzi; pregiudizi di tutti i generi, dalla paura di subire furti a quella di prendere malattie. Pare, ma non sono riuscito a trovarne conferme, che gli insegnanti di origine ebraica della Scuola europea abbiano scritto una lettera agli organizzatori dell’iniziativa per condannarla, evocando i fantasmi del terrorismo e di improbabili attentati (e già mettere insieme palestinesi e attentati al di fuori del loro paese dimostra, quantomeno, scarsa conoscenza della storia recente).

E così, durante la presentazione dello spettacolo, il responsabile palestinese ha dato il benvenuto a tutti dicendo che i ragazzi di Nablus erano lì per dimostrare di essere come tutti i ragazzi del mondo, che hanno voglia di divertirsi, ballare, mangiare e bere. E la danza, allegra e movimentata, aveva qualcosa di triste, come se fosse davvero un tentativo di dimostrare che alla fine siamo tutti uguali. Ma è giusto che degli adolescenti si sentano trattati come delinquenti a prescindere?

Annunci