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Il tempo che trascorriamo in Italia tende a diminuire rispetto a quello che passiamo in Lussemburgo. Quando arriviamo qui, di conseguenza, ci sentiamo un po’ come degli stranieri, e ci capita spesso di vedere la realtà con occhi diversi rispetto a chi è sempre stato qui e non ha termini di paragone. È il momento in cui ci accorgiamo di quanto chi vive in Italia affronti spesso disagi che agli occhi di uno straniero appaiono difficili da accettare.

Lo scorso sabato siamo stati a Milano e abbiamo dovuto parcheggiare l’auto in via Tortona. All’inizio degli spazi riservati al posteggio c’era il cartello che si vede nella foto. Uno straniero lo guarda e capisce che nei giorni feriali deve pagare 1,20 euro all’ora se parcheggia dalle 8 alle 19. C’è anche il disegnino di un parchimetro. Il bravo straniero si incammina lungo via Tortona (che è anche parecchio lunga) alla ricerca del parchimetro, ma non lo trova. Sconcertato, lascia la macchina sperando che non passino vigili.

Se parlasse l’italiano, potrebbe chiedere a un passante, il quale gli direbbe che a Milano c’è il sistema del Gratta e sosta, cioè che bisogna comprare un tagliando da esporre sul cruscotto. Comincerebbe allora un pellegrinaggio fino al più vicino tabaccaio, il quale gli direbbe che li ha finiti e lo manderebbe dal giornalaio di piazza Napoli. Arrivato lì cercherebbe di comprare due tagliandi (dato che ognuno vale solo per un’ora), ma scoprirebbe con costernazione che al giornalaio ne è rimasto solo uno.

Insomma, l’unico modo è prevedere con largo anticipo che si ha intenzione di parcheggiare a Milano e procurarsi un congruo numero di tagliandi Gratta e sosta.

Per fortuna, l’Atm ha deciso di eliminare il sistema e installare i parchimetri, come avviene in tutte le città europee.

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