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La settimana scorsa siamo tornati in Italia per le vacanze di inizio novembre, dato che a Lussemburgo la scuola chiude per tutta la settimana. Tra i vari impegni, mia moglie aveva un appuntamento dalla dermatologa per un controllo. Durante la visita la dottoressa ha visto un neo che aveva cambiato forma rispetto all’ultima volta e ha deciso di toglierlo. Appuntamento all’ospedale il giorno successivo muniti di impegnativa del medico.

Arrivata all’ospedale, mia moglie si reca al reparto di dermatologia, dove le fanno compilare alcuni moduli, poi la indirizzano all’ambulatorio e le dicono che per pagare bisogna andare, dopo l’intervento, alla cassa centrale, che si trova da un’altra parte dell’ospedale. L’esito della biopsia del neo estirpato potrà essere ritirato dopo quindici giorni, ma se ci saranno problemi l’ospedale ci contatterà al più presto.

Finito l’intervento andiamo alla cassa per pagare, ritiriamo le fatture e torniamo a casa. Dopo qualche giorno ripartiamo per il Lussemburgo per la ripresa della scuola e del lavoro.

Un paio di giorni fa mia moglie trova una chiamata sul cellulare: è il numero dell’ospedale. Preoccupata per l’esito della biopsia, richiama subito, ma prima che riesca a contattare qualcuno passa un po’ di tempo, che trascorriamo entrambi in uno stato d’animo non proprio tranquillo. Appena riesce a farsi rispondere scopriamo di cosa si tratta: la biopsia non è stata nemmeno iniziata, e non possono iniziarla perchè non hanno una copia della fattura, che avremmo dovuto riportare all’accettazione del reparto di dermatologia. La vogliono entro il giorno stesso. “Vedo che lei ha pagato”, dice l’operatrice, “ma senza l’originale della fattura non possiamo fare la biopsia”. Diciamo che non siamo in Italia, che possiamo inviare un fax e poi spedire l’originale, ma niente da fare. Originale hanno detto e originale deve essere. Fortunatamente mia moglie aveva lasciato una delle due copie della fattura ai suoi genitori per il ritiro del referto, quindi con una telefonata a casa e un po’ di automobile il problema è risolto.

Resta però il fatto che nessuno ci ha detto che avremmo dovuto riportare indietro una delle due copie (ecco perché ce n’erano due!), e che se proprio si vuole che ci sia una sola cassa centralizzata almeno si potrebbe evitare a chi ha appena subito un intervento, per quanto piccolo, di fare altra strada per riportare un documento che si potrebbe trasferire in altri modi. Con la posta interna, per esempio.

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