Lussemburgo si è risvegliata sotto una coltre di neve

Non è la prima volta, quest’anno, e sicuramente non sarà l’ultima. E anche qui, nonostante l’efficienza, a volte la città va in tilt. È successo per esempio mercoledì scorso. Ha piovuto per gran parte della giornata, poi verso le 16,30, cioè proprio quando i ragazzi escono da scuola e la gente comincia a lasciare gli uffici, la pioggia si è trasformata in neve abbondante. È stato il caos. Dal mio ufficio a casa ho impiegato in macchina oltre 45 minuti, e sono poco più di 3 chilometri. Alcuni colleghi hanno impiegato quattro ore per percorrerne meno di dieci.

Di solito, però, non va così. Qui gli spazzaneve non passano mai, e quando nevica ci si limita a spargere sale sulle strade, poi pensano le auto a sciogliere quello che rimane. Un effetto collaterale positivo è che non si formano mai quei cumuli di neve sui marciapiedi che si sciolgono solo parecchio tempo dopo — e con il freddo che fa qui ne avremmo probabilmente fino alla primavera. È un buon sistema, probabilmente più costoso del semplice spazzare la neve, ma anche più efficace. Mi piacerebbe vederlo più usato anche in Italia.

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