Tag

, , , ,

A me sembra che sia tutto molto semplice. La Costituzione, articolo 54, secondo comma, dice:

I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge.

Come sempre, la Costituzione non prevede pene e sanzioni, ma la strada mi sembra chiara. Il presidente del Consiglio passa le sue serate in compagnia di prostitute? Il ministro della Difesa prende a calci un giornalista? Un eurodeputato canta cori razzisti a una festa? Si dimettano. Hanno agito senza onore, di conseguenza disonorano l’istituzione di cui fanno parte.

In un posto in cui le parole avessero ancora un significato oltre quello letterale sarebbero i loro stessi partiti a chiedere loro di andarsene. Da noi invece li sostengono, fino all’assurdo di vedere un presidente di Regione, militante di Comunione e liberazione, in prima fila in una manifestazione a sostegno di Berlusconi:

«Sono qui – spiega il governatore – per riaffermare il diritto di una vera morale contro il moralismo falso e bigotto». Il disagio del cattolico? «Ma quale disagio. La nostra è una tensione alla virtù, poi certo uomini e donne siamo deboli. Ma questo nulla ha a che fare con il moralismo di chi si impanca a giudice degli altri. I moralisti sono quelli che peccano moltissimo in privato e poi in pubblico puntano il dito sui peccati degli altri». Bunga bunga e Family day? «Il governo di centrodestra – taglia corto Formigoni – è quello che ha fatto di più per la famiglia».

Basterebbe usare le parole per quello che sono, e Berlusconi e molti altri se ne sarebbero andati da tempo.

Annunci