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Maggioranza e opposizione ritrovano (quasi) l’unanimità quando si tratta di approvare una norma che riduce la possibilità di praticare sconti sul prezzo di vendita dei libri.

Evidentemente ai librai conviene di più guadagnare molto su pochi libri venduti, anziché qualcosa meno su quantità maggiori, e questo dovrebbe favorire i piccoli librai rispetto alla grande distribuzione. Però è triste che nessun senatore, tranne i radicali, si sia opposto a una norma tanto assurda.

P.S.: piccola aggiunta del giorno dopo per dire che sono totalmente d’accordo con Francesco Costa. Fra promuovere la lettura e tutelare una categoria un politico degno di questo nome dovrebbe scegliere la prima opzione, senza neanche starci a pensare.

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