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Maligni tutti quelli che avevano pensato che la moratoria sul nucleare servisse a evitare il referendum su una delle tante leggi ad personam. La moratoria serve invece a evitare che la gente dica che non vuole centrali nucleari. In realtà tutto va avanti come prima e tra un paio d’anni, passato lo spavento per Fukushima (e anche per Chernobyl, 25 anni proprio ieri), tutti saremo “consapevoli” e daremo ragione al capo.

Se fossimo andati oggi a quel referendum il nucleare in Italia non sarebbe stato possibile per molti anni a venire. Abbiamo introdotto questa moratoria responsabilmente, per far sì che dopo un anno o due si possa tornare a discuterne con un’opinione pubblica consapevole. Siamo convinti che il nucleare sia un destino ineluttabile.

A me sembra, al di là delle considerazioni politiche, che B abbia toppato dal punto di vista della comunicazione. Per farsi bello agli occhi di Sarkozy (che infatti non ha perso tempo a ribadire che “se gli italiani decideranno di tornare al nucleare, la Francia sarà un partner accogliente e amico”), B ha ammesso apertamente di avere preso in giro i cittadini, per cercare di impedire lo svolgimento di un referendum il cui esito appare scontato. È un passo falso clamoroso per chi ha fatto della capacità di dire sempre quello che l’interlocutore vuole sentirsi dire la chiave del suo successo.

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