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Il sito del quotidiano inglese The Independent ha pubblicato ieri un articolo che cerca di scoprire quali siano i fattori che fanno del sistema scolastico finlandese uno dei migliori al mondo. Lo fa, ovviamente, paragonandolo al sistema inglese, ma le informazioni sono molto interessanti anche per i lettori italiani.

In estrema sintesi, l’atmosfera in tutte le scuole è molto rilassata e informale, anche e soprattutto perché non ci sono graduatorie nazionali, ispezioni e cose del genere. Le classi sono normalmente piuttosto piccole, non più di venti alunni nei primi anni del ciclo. Da notare anche che l’obbligo scolastico, che dura nove anni, inizia solo dai sette anni di età. La scuola, compresa l’università, è gratuita per tutti, compresi gli stranieri provenienti dall’UE.

Il motivo principale, però, appare fin dalle prime righe dell’articolo. Tutti gli insegnanti finlandesi devono avere almeno una laurea di secondo livello per poter insegnare. Il sistema scolastico si fida di loro, perché hanno ottenuto il loro posto non sommando supplenze, ma superando concorsi di ammissione in cui la concorrenza è spietata e solo i migliori vengono scelti. Di conseguenza l’insegnamento è in Finlandia “the most sought-after profession”, cioè la professione più ricercata, e gli studenti migliori vogliono diventare insegnanti.

È facile vedere le differenze anche rispetto all’Italia, dove spesso diventa insegnante chi non riesce a trovare un posto più prestigioso, sia perché implica più sacrifici sia perché conquistarlo richiede competenze e abilità superiori rispetto a quelle richieste dalla scuola. È da qui che secondo me bisognerebbe partire.

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