Tag

, , , ,

Sabato 11 giugno ho partecipato alla mezza maratona di Lussemburgo. Non era la prima mezza a cui partecipavo, ma non ne correvo una da dieci anni circa. Al di là del mio risultato (mi sono ritirato dopo 13,5 km per dolori muscolari a causa di uno scarso allenamento), ci sono alcune considerazioni da fare.

La gara (c’è anche la maratona, che si corre in contemporanea, nonché una mini-marathon di 4 km) si svolge in notturna, con partenza alle 19, ed è una festa per tutta la città. La partenza e l’arrivo si trovano nel quartiere di Kirchberg, in cui ci sono soprattutto uffici, e la partecipazione della gente è quindi piuttosto relativa. La maggior parte del tracciato, però, si svolge nei quartieri del centro, ed è lì che comincia lo spettacolo. Ci sono orchestrine e bande che suonano ovunque, la gente mette sedie e tavoli fuori di casa e cena applaudendo tutti i corridori. Sui pettorali c’è il nome di battesimo e non è quindi raro sentirsi incitare e chiamare per nome. Una volta, prima di fermarmi definitivamente, sono stato sul punto di ritirarmi: una ragazza mi è venuta vicino e, chiamandomi per nome, mi ha urlato qualcosa in lussemburghese che ovviamente non ho capito, ma che suonava come un rimprovero se mi fossi fermato. Da notare che al 13° km, quando ho abbandonato, i primi erano passati probabilmente oltre mezz’ora prima di me, ma nonostante questo la gente ci incitava come se fossimo stati alla testa della corsa.

Fatte le dovute distinzioni (Lussemburgo ha 90.000 abitanti, Milano più di un milione), ho ripensato alle mie esperienze alla Stramilano, a come la gente ci guardasse per lo più con indifferenza, quando non con fastidio, dato che causavamo il blocco delle strade. Qualcuno ci urlava di starcene a casa, altri non si facevano scrupolo di attraversare i vialoni.

In generale, a Lussemburgo ho avuto l’impressione di essere nel bel mezzo di una festa a cui partecipavano tutti, a Milano mi sembrava di essere parte di migliaia di persone con uno strano hobby, sopportate da tutta la città purché fosse solo una volta all’anno.

Annunci