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Un paio di settimane fa ho partecipato a un corso di formazione molto specifico su un argomento strettamente inerente il mio lavoro. Per cinque giorni abbiamo ascoltato illustri luminari del settore, provenienti da diversi paesi europei. Tutti, tranne un paio, non sono riusciti a sfuggire alla trappola micidiale della presentazione PowerPoint. I due che hanno fatto eccezione avevano anch’essi la loro bella presentazione fatta di parecchie (troppe) diapositive piene di testo, ma se ne sono un po’ distaccati, cercando di coinvolgere il pubblico.

Il risultato di tutti gli interventi è stato più o meno lo stesso: i partecipanti dovevano scegliere tra ascoltare il relatore o leggere il testo sulle diapositive; spesso provavano a fare l’una e l’altra cosa insieme e alla fine dovevano rinunciare. C’era chi non ascoltava più e leggeva soltanto, chi lasciava perdere le slide e ascoltava il relatore (il quale spesso si limitava a leggere il testo con qualche breve commento).

Ora scopro che in Svizzera hanno fondato un partito che ha come unico obiettivo programmatico l’abolizione dell’uso di PowerPoint e in generale dei software per realizzare presentazioni, proponendo come sostituto la lavagna a fogli mobili (flip-chart). Al di là delle riserve che si possono avere su un partito del genere (e ce ne sarebbero parecchie), non sarebbe male se si iniziasse a studiare seriamente come presentare le proprie idee usando i fogli mobili, una lavagna tradizionale o magari lo stesso PowerPoint, ma con un minimo di cognizione di causa. Sono pronto a scommettere che la produttività di molte aziende aumenterebbe drasticamente, così come l’efficacia di parecchi corsi di aggiornamento in cui si abusa di caffè.

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