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Questo post non l’ho scritto io. L’ho trovato abbastanza per caso su un blog che non avevo mai visto prima di ieri. Ho chiesto il permesso all’autore e l’ho tradotto. Eccolo.

Oggi mio figlio ha compiuto 13 anni e io non ho scritto un post intitolato “13” perché ero bloccato. Ma questo è il punto. Il blocco dello scrittore contiene sempre il seme della propria morte. Può impedirti di scrivere di quello di cui vuoi scrivere, ma non ti può impedire di scrivere del blocco dello scrittore. Quando il blocco dello scrittore blocca il tuo soggetto, lui diventa il soggetto. E allora vaffanculo, blocco dello scrittore. Vinco io.

Quando ho cercato di raccontare di mio figlio che compiva 13 anni non ce l’ho fatta. Ho letto discussioni di tutti i tipi su come si dovrebbe o non si dovrebbe scrivere dei propri figli, su quello di cui non si deve parlare, su come i blog dei genitori sconvolgano la vita dei figli e li spingano a usare droghe e a diventare pornostar, ma non ci ho mai badato molto. Scrivo quello che voglio. Ci sono un sacco di regole fuori della porta. A cosa serve un blog se non puoi dar fuoco a qualcosa?

Ciononostante, mio figlio che diventa un teenager si opponeva a essere messo per iscritto. Ero bloccato. Non si poteva dire.

Ho esaminato piano piano tutti i luoghi comuni su quanto sarà DIFFICILE essere un adolescente. E lo è. Il crepaccio tra essere un ragazzo ed essere un uomo ti può inghiottire tutto intero. Ma sentivo che era sbagliato insistere su quello e così ho cercato di rievocare la gioia dell’adolescente, perché esiste. Vi ricordate? Vi ricordate i vostri amici adolescenti? L’adolescenza è stata tanto dura che si è creato una specie di affetto speciale per le persone che vi hanno aiutato ad attraversarla. Ricordo Dan Parker e Bryan Lipstra come vecchi compagni di guerra.

E con tutta la goffaggine, l’ignoranza e la confusione che hanno acompagnato la raccapricciante trasformazione in un essere sessuale, era anche molto figo: quelle nuove onde squassanti di desiderio senza un obiettivo ben definito. Però il culo di Stacie Scott era proprio diverso. Volevo — aarghh — farle qualcosa, capite? Nuovi sentimenti, nuovi pensieri e — buon Dio — così tante nuove azioni diverse che creavano segreti e colpa e la certezza che ero pazzo ma stupendo. Mio Dio, questo corpo scioccante. Quel gattino.

Ricordo di avere scritto lettere d’amore a Kerri Wolf. Ricordo che aspettavo di dargliele, nervoso fino a sudare. Ricordo che ci baciavamo in cantina come se stessimo morendo di fame con le orecchie allenate alla possibilità che ci fossero passi sulle scale. Non era così male. Era strano e bellissimo; aspirava a essere poesia.

Quindi avere 13 anni e oltre era sia terribile che meraviglioso, ma resta il fatto che tutte queste idee si sono ritirate quando ho cercato di rivolgermi a loro per il tredicesimo compleanno di mio figlio. Ed è solo qui, nel settimo paragrafo (di nuovo, vaffanculo, blocco dello scrittore), che il mio blocco inizia a trovare una logica. È esattamente questo non dire che definisce l’entrata di mio figlio nella vita da adolescente. Questa incapacità di parlare di lui, la sua resistenza a lasciarsi dire, il fatto che la sua vita emerge al di fuori della nostra relazione crea la sostanza del blocco.

Sta andando sotto il riflettore per essere il protagonista di una storia che è oltre la portata della mia prosa. Non è più un personaggio di cui io possa scrivere. Deve essere in parte lasciato libero per raggiungere i suoi amici e l’imbarazzo delle ragazze (o dei ragazzi).

*

Buon tredicesimo compleanno, J. Ho corso a tutta velocità mentre trotterellavi verso la strada e ho detto no no no quando cercavi di giocare con i coltelli. Ma adesso, invece di proteggerti, ti devo permettere di erigere un muro — questo blocco dello scrittore — tra di noi, in modo che tu possa navigare da solo (qualche volta), e formare la tua strada per diventare quello che sei. Ma non mi dispiace neanche un po’. Sei un ragazzo delizioso, pieno di scherzi e vivacità, e so che amerò l’uomo che diventerai.

Quando ho fatto il tuo biglietto di compleanno, dopo avere decorato il frontespizio e avere scritto “Buon compleanno” all’interno, mi sono fermato, ad aspettare di scrivere la cosa più sincera, più onesta che potessi trovare. Quindi ho scritto “Amo essere il tuo papà”.

Amo essere il tuo papà.

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