L’Italia che amo

B, in una lettera al Foglio, 17 settembre 2011:

Per quanto lo spionaggio sistematico e l’accanimento fazioso mi abbiano preso di mira, e con me vogliano arrivare a pregiudicare l’autonomia e la sovranità del Parlamento e del popolo elettore, c’è ancora in questo Paese, in questa Italia che amo e che è stata divisa da una partigianeria senza principi, un’opinione pubblica, un insieme di persone e di gruppi leali allo spirito repubblicano, una maggioranza di italiani che non sono disponibili ad avventure e a nuovi ribaltoni decisi nei salotti, nelle redazioni e in certi ambienti giudiziari.

B, in una telefonata a Walter Lavitola, luglio 2011:

Tra qualche mese me ne vado, vado via da questo paese di merda… di cui… sono nauseato… punto e basta.

Ma, mi chiedo, se avesse fatto il premier a tempo pieno, invece che a tempo perso, l’Italia sarebbe messa meglio?

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