Stay hungry. Stay foolish.

Sarà anche vero che Steve Jobs non ha inventato niente e ha solo rielaborato qualcosa che c’era già, ma l’ha fatto guardando sempre avanti, cercando di immaginare qualcosa che gli altri neanche osavano sognare.

Un computer che usciva da una scatola ed era pronto a funzionare, senza dover collegare cavi, comandato da uno strano dispositivo, il mouse, e sullo schermo rettangoli e disegni invece che righe di testo. Un computer di plastica colorata e senza il lettore per i floppy disk. Un computer grande come una scatola di cioccolatini. Un affarino con cui portarsi in giro tutta la propria musica. Un telefono senza tastiera e con uno schermo enorme. Due dita per ingrandire una foto. Un portatile leggerissimo e senza lettore Dvd. Un computer da sette etti senza tastiera né mouse. Un telefono al quale dire cosa fare e che risponde in modo intelligente.

Sempre un po’ prima degli altri, e gli altri poi a inseguire. E lui avanti, affamato, folle.

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