Un segno nell’universo, erba sotto i piedi

Questo articolo non è mio. È stato pubblicato poche ore fa da John Gruber, sul suo blog Daring Fireball, ed è probabilmente il più bel ricordo di Steve Jobs tra quelli che ho letto oggi. Ringrazio John per avermi permesso di tradurlo e pubblicarlo.
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Dopo il keynote della WWDC, quattro mesi fa, vidi Steve, da vicino.

Sembrava vecchio. Non vecchio in un modo che si possa misurare in anni o addirittura decenni, ma impossibilmente vecchio. Non stanco, ma esausto; non malato o indisposto, ma piuttosto, in un certo senso, antico. Ma non i suoi occhi. I suoi occhi erano giovani e luminosi, la loro intensità intatta, pronta a trasformarsi in un’arma. La felpa era un po’ consunta, i jeans consumati sugli orli.

Ma quello che mi colpì furono le scarpe, le famose New Balance 993 grigie. Anche quelle erano un po’ logore. Ma anche questo: macchie di erba fresca verde brillante sotto i talloni.

Quelle macchie d’erba mi riempirono la mente di domande. Come se le era fatte? Quando? Sembravano fresche, al massimo di due o tre giorni. La preparazione dei keynote Apple è notoriamente e ovviamente intensa. Ma non così intensa, sembravano suggerire le macchie, da consumare interamente i giorni di Jobs. Non c’è erba al Moscone West.

Di sicuro, galoppava la mia mente, di sicuro ha più di un paio di queste scarpe. Potrebbe permettersi di comprare la fabbrica che le produce. Perché indossare questo paio sporco d’erba per il keynote, un’apparizione pubblica di livello incommensurabilmente alto? La mia ipotesi: non l’aveva notato, non gliene importava. Uno dei molti doni di Jobs era sapere di cosa preoccuparsi. Sapeva come focalizzare il suo tempo e la sua attenzione e a cosa dare priorità. Le macchie d’erba sulle scarpe non avevano superato l’esame.

* * *

Ieri sera tardi, molte ore dopo che si era diffusa la notizia che se ne era andato, il mio pensiero è tornato a quelle macchie d’erba sulle sue scarpe in giugno. Solo ora capisco perché abbiano attirato la mia attenzione. Quelle scarpe sporche d’erba erano il risultato di un tempo limitato, speso bene. E allora la storia che mi sono raccontato è questa:

Mi piace pensare che avvicinandosi al suo ultimo keynote Steve si sia preso il tempo per una camminata lunga e tranquilla. In un bel posto, dove non ci sono sentieri e l’erba cresce alta. Mano nella mano con sua moglie e la sua famiglia, il sole caldo sulla schiena, i sorrisi sui volti, l’amore nel cuore, in pace con il loro destino.

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16 pensieri su “Un segno nell’universo, erba sotto i piedi

  1. Se mi posso permettere, due piccole osservazioni, solo per la fedeltà al contenuto originale e perché sto per linkarlo.

    Le New Balance sono 993s, non 991.

    Più importante, il dented universe non è un universo ammaccato. Si riferisce al concetto, credo espresso dallo stesso Gruber o qualcuno a lui vicino, che Jobs “made a dent in the universe”, tipo ciò che noi intendiamo come “ha lasciato un segno”. Tradurrei “un segno nell’universo, erba sotto i piedi”. Ma sei più bravo tu. 🙂

    Grazie.

  2. Pingback: L’erba sotto i piedi | Script | iCreate

  3. Pingback: Pausa Caffè #2: Bloggers | EasyPodcast

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