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In Francia si sono svolte ieri le primarie del Partito socialista per scegliere il candidato alle elezioni presidenziali del 2012. Era la prima volta che in Francia si faceva ricorso alle elezioni primarie e, a detta degli osservatori, è stato un successo, dato che hanno votato circa due milioni e mezzo di cittadini (traduzione mia dall’articolo di Le Monde):

Il Partito socialista ha vinto la scommessa di una consultazione inedita in Francia. Con una partecipazione stimata in serata a 2,5 milioni di votanti, le primarie interne organizzate dal PS hanno mantenuto le promesse e motivato gli elettori.
Anche se, come si è affrettato a precisare Jean-François Copé, leader dell’UMP (l’UMP è il partito di Sarkozy, ndr), ciò rappresenta solo il 5% circa dell’elettorato, il successo della votazione ha generato l’immagine di folle di votanti che si accalcavano davanti ai seggi in tutta la Francia. Nei quartieri popolari, a Roubaix o a La Courneuve, per esempio, la mobilitazione ha sorpreso gli osservatori, abituati a un’astenionismo tenace.

Esaurito il trionfalismo francese, faccio notare sommessamente che tutte le primarie del Partito democratico hanno sempre portato alle urne almeno tre milioni di elettori. La Francia ha circa 65 milioni di abitanti, contro i circa 61 dell’Italia. L’astensionismo in Francia è di solito fra il 15 e il 30%, in Italia tra il 15 e il 20%.

Forse è il caso di rivedere il pregiudizio secondo il quale gli italiani sono allergici alla politica. A me sembra che invece in molti abbiano voglia di partecipare alle decisioni.

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