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A volte (spesso) ho l’impressione che, quanto più un argomento è complesso, tanto più se ne parla con qualunquismo e faciloneria. Si cade nei luoghi comuni, nelle frasi fatte, non si cerca di capire e ci si accontenta di sparare battute a effetto. È il caso, per esempio, della Foxconn e dei suicidi.

Per chi non lo sapesse, la Foxconn è un’azienda di Taiwan che impiega circa un milione di operai, prevalentemente in fabbriche cinesi. È famosa per due motivi: produce iPhone, iPod e iPad; sono in vigore condizioni lavorative molto dure, al limite della legalità, che hanno portato a parecchi suicidi o tentativi di suicidio. Tutto questo basta a svariati siti e blog per impostare una equazione semplicissima: Apple è colpevole dei suicidi alla Foxconn.

Come sempre, la realtà è più complessa. Pare che il numero dei suicidi rapportato al numero degli operai sia parecchio inferiore alla media cinese. Anche la durezza delle condizioni lavorative è controversa: alcune inchieste sostengono che gli operai non siano trattati peggio che in altre realtà industriali cinesi, mentre altre evidenziano ore straordinarie illegali e una gestione del personale al limite dello schiavismo e dell’intimidazione. I salari sono bassi, inferiori a un dollaro l’ora, ma questo livello andrebbe rapportato al salario medio degli operai in tutta la Cina, e in ogni caso è assurdo pretendere che la paga sia paragonabile a quella di un operaio europeo: ho vissuto due anni in Camerun, ho visto da vicino le condizioni dei locali impiegati in aziende di proprietà italiana e mi sono reso conto del fatto che introdurre un salario di livello occidentale avrebbe provocato sconquassi sociali ingestibili (per non dire che buona parte degli operai avrebbe speso gran parte dei soldi in birra). Inoltre, Apple non è certo l’unica azienda che si serve della Foxconn: ci sono anche Acer, Intel, Cisco, Hewlett-Packard, Dell, Nintendo, Nokia, Microsoft, Motorola, Sony Ericsson, per citare le più note.

Invece leggiamo (non metto link, non lo meritano) che gli operai Foxconn sono a tutti gli effetti dipendenti Apple, che Apple stessa dovrebbe intervenire per mettere fine allo sfruttamento, che tutto il mondo ha pianto Steve Jobs ma nessuno ricorda i suicidi degli operai cinesi. Chi prova non dico a giustificare quello che avviene alla Foxconn (che è ingiustificabile e che dovrebbe finire al più presto), ma anche solo a portare qualche elemento di riflessione in più, viene bollato come “fanboy”. Va da sé che appena compare la parola “fanboy” la discussione non esiste più: non si discutono le idee, si bolla chi le esprime, rendendo di fatto impossibile il dialogo.

Il problema è che questo atteggiamento di estrema semplificazione e in definitiva qualunquistico si estende a qualunque tema, e, come dicevo all’inizio, ancora di più se si tratta di un argomento che invece meriterebbe un’analisi approfondita e certamente non dettata dall’emotività o da una posizione preconcetta.

Cosa possiamo fare? Evitare di frequentare siti e blog qualunquisti, lasciarli nel loro brodo a parlarsi addosso e a ricevere apprezzamenti e applausi da chi la pensa come loro. In fondo sono proprio loro a rifiutare un confronto.

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