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Mi piace molto quello che ha scritto Matteo Renzi, il sindaco di Firenze, sull’uccisione di Diop Mor e Samb Modou. Mi piace il tono fermo e deciso ma spogliato di qualunque retorica.

Soprattutto, mi piace il modo in cui cita le due vittime:

Un folle, xenofobo e nazista, Gianluca Casseri ha raggiunto Firenze e ha aperto il fuoco in Piazza Dalmazia, uccidendo Diop Mor e Samb Modou, due uomini senegalesi.

“Due uomini senegalesi”, li chiama. Non “due ragazzi”, non “due senegalesi”. Sembra poco, ma quella parola, “uomini”, si sente e si legge poco insieme a “senegalesi”, “marocchini”, “africani” in genere. Ai ragazzi, e agli africani, si dà del tu, li si tratta come uomini in divenire. Gli uomini si chiamano per cognome, come fa Renzi nel suo articolo, sottolineando non tanto il distacco, quanto il rispetto verso due adulti.

Le parole contano e pesano, se usate nel modo giusto.

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