Gli schiavi della tratta

La scena si svolge in una rivendita di biglietti degli autobus della FNMA del paese che chiamerò “C”.

“Buongiorno. Vorrei un biglietto del bus da A a B.”
“Che tratta?”
“Come, che tratta? Da A a B.”
“Eh, ma io così non glielo posso dare, devo sapere la tratta, se è 1 o 2 o 3 o 4.”
“E io come faccio a saperlo?”
“Non lo so. Io conosco le tratte da C. Per esempio da C a D è tratta 2. Però le tratte da A non le conosco.”
“Ma scusi, non può controllare?”
“No, perché sull’orario la tratta non è scritta. Quanto c’è da A a B?”
“Non lo so di preciso, saranno 15 km.”
“E allora deve essere tratta 3 o 4, perché da qui a E saranno 15 km ed è tratta 4.”
“Quindi?”
“Quindi le do un biglietto tratta 3 e uno tratta 4, poi quando sale sul bus chiede all’autista. Il biglietto che non usa me lo riporta e le restituisco i soldi.”
“Va bene. Grazie.”

Per la cronaca, era tratta 3.

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