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Telefono a mia moglie, a casa. Mi dice “Prima io ti sentivo, ma tu no.” “Prima quando?” “Un’ora fa, tu continuavi a dire Pronto e non mi sentivi.”

Niente di strano, un po’ ci siamo abituati al fatto che la qualità delle telefonate è pari a quella di quarant’anni fa, se non peggiore. Ma che qualcuno fosse al telefono con me mentre io in quel momento non potevo chiamare nessuno non mi era mai successo.

Immagino che tutto dipenda dal fatto che il gestore cui ci siamo affidati per telefono e Adsl ci fornisce il servizio telefonico tramite VoIP. Non so, magari il sistema registra le telefonate non andate a buon fine e le ripropone più tardi, non sapendo che il presupposto per parlare al telefono è che entrambi gli interlocutori siano collegati nello stesso momento.

Non dirò di che operatore si tratta. Dirò solo che quando capita di parlare con un’operatrice del servizio clienti sembra di avere in linea Geppi Cucciari, e non per le battute.

In due mesi, cioè da quando ci è stata attivata la linea, è successo che ci è voluta una settimana perché il collegamento internet fosse quantomeno costante, una settimana perché le telefonate non si interrompessero dopo qualche secondo, un mese perché chi chiamava con un cellulare Vodafone non si sentisse dire che il numero era inesistente. Nel frattempo la velocità dell’Adsl, promessa a 7 Mbps, si è assestata su 0,65 Mbps, cioè quello che si poteva avere dieci anni fa. Ovviamente il servizio tecnico del gestore farà verifiche, come ne ha già fatte, e l’esito sarà probabilmente quello di sempre: è colpa della linea Telecom.

Mi chiedo quanti si trovino nella nostra stessa situazione, abbiano cioè sottoscritto un abbonamento fidandosi delle promesse degli operatori per trovarsi poi invischiati in una situazione da cui non si esce se non pagando una penale.

Ora vado a controllare se per caso nelle ultime due ore non ho chiamato mia moglie.

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